giovedì 25 ottobre 2007

Quattro per due

O meglio “quatre pour deux”.

Riprendo questa volta le mie letture estive dedicandomi alla Francia (… da quanto non ci si torna…). Prendendo due autori e quattro libri.

L’autrice è una delle mie preferite, scorrevole, piacevole parigina che senza troppi spargimenti fa scorrere la vita come scorre la Senna: Fred Vargas (e so che a molti anche piace).

Questa estate mi sono dato a fondo a recuperare altri tre suoi libri (due romanzi ed uno di racconti) che (ah! Maniaco) continuo a leggere in ordine cronologico.

Riprendendo dove l’avevo lasciata ho divorato

Fred Vargas “L’homme à l’envers” J’ai lu euro 7

Titolo italiano “L’uomo a rovescio”

Ritorna Adamsberg, quello che indaga rimanendo sempre un po’ sulle sue. In effetti un’indagine lontano da Parigi, ma esce grande il carattere francese. E Camilla, la donna del sogno, quella che lui vorrebbe ma che non avrà mai perché Camilla è solo di sé stessa. Con tutti i suoi errori. Comunque è un giallo. Con tanti lupi: in una riserva naturale i lupi cominciano ad assalire le pecore. Il canadese Lawrence, studioso di grizzly, ne è affascinato, così come lo è di Camilla (la donna vicina-lontana di Adamsberg). Lawrence si incaponisce per trovare questo lupo che comincia ad un certo punto ad assalire anche le persone. E si comincia a parlare di lupi-mannari. Camilla, amica della vittima, si lascia convincere ad iniziare l’indagine, ma trovandosi davanti ad un punto morto, dovrà chiedere, contro voglia, aiuto ad Adamsberg. E poi… lo leggete voi.                                      

Fred Vargas « Pars vite et reviens tard » J’ai lu euro 7,60

Titolo italiano “Parti in fretta e non tornare” (consiglio che estendo ai mobilitati di Almaviva)

Io la adoro. Anche se ogni tanto ci sono schemi che sembrano ripetersi. Ma la Vargas si che ti tiene sulla sedia. Come ne “L’uomo dei cerchi blu” e in altro, anche qui un qualcosa di stonato entra nella vita quotidiana. I personaggi della Vargas (anche di altri romanzi) entrano ed escono dalla saga senza “rotture”. Ed il mistero si scoglie con quella nonchalance che JeanBaptise Adamsberg (il grande poliziotto) ci insegna a gustare. Unico momento ancora “irrisolto” il suo rapporto con Camilla. Ora forse ci vorrebbe una ricostruzione cronologica delle vicende parigine perché ho l’impressione che ci siano salti nell’intreccio delle diverse vicende parigine. Ma un libro così non è una biografia, è un romanzo. Quindi…. C’è un marinaio bretone che, dopo alcune vicissitudini con il suo armatore, si reinventa banditore in una piazza di un quartiere popolare, abitato da una strana fauna cittadina un po' fuori dal tempo. Nello svolgimento del suo compito, si trova a leggere misteriosi messaggi che annunciano l'arrivo o meglio il ritorno della peste in Francia. Presto entra in azione anche l'untore, che segna con un simbolo arcaico di protezione gli alloggi parigini. Una serie di morti scatena la psicosi, la Morte Nera sembra tornata, ma Adamsberg e i suoi improbabili esperti, tra i quali un incredibile medievista-colf (che viene dall’altra saga parigina), si rimboccano le maniche per venire a capo dell'intricata faccenda.

Fred Vargas “Coule la Seine” J’ai lu euro 4,70

Questo non mi risulta ancora tradotto.

Velocissimo tri-racconto, anche se in queste dimensioni Vargas va bene ma Adamsberg ne soffre. La sua lentezza non può uscire a tutto tondo in poche battute. E ci sono salti e forse incongruenze. Rimane però il piacere di leggere di Parigi e del suo bradipo commissario. I racconti (Salut et liberté, La Nuit des brutes e Cinq francs pièce) hanno anche delle graziose illustrazioni di Baudoin.                                          

L’altro invece viene dalla penna di

Emmanuel Carrère “La moustache” Folio euro 7,30

Avevo visto il film e non mi era piaciuto. Ho pensato che il libro scritto dal regista prima del film mi potesse illuminare le molte ombre del film. Invece: assolutamente negativo. Anzi, alla fine il film risulta migliore. Si parla di identità, di prospettive, di come un giorno ci si può trovare soli o forse lo si è sempre stati. L’idea iniziale è avvincente: cosa succede se mi taglio i baffi che porto da 10 anni e nessuno se ne accorge? Pian piano le sue convinzioni non trovano più riscontro negli altri. Le persone con cui ha convissuto fino a quel momento sono diventate di colpo diverse, e così il protagonista si rende implicitamente conto di come la definizione di sè, la propria esistenza non dipendono da lui, ma dall' immagine che di lui proiettano le altre persone. Chi è dalla parte della ragione? Ma per risolvere il mistero l’autore non trova di meglio che imbastire una storia di depressione e follia. Negativo.          

Della Vargas ho già parlato a lungo e non ci torno ancora.

Invece, Emmanuel Carrère (nato a Parigi il 9 dicembre 1957) è, oltre che autore, anche  sceneggiatore e regista. È il figlio di Louis Carrère d’Encausse e della storica Elena Carrère d’Encausse. Ex studente a Scienze Politiche, Emmanuel Carrère è inizialmente critico per Positif e Télérama prima di pubblicare il suo primo libro, “Bravoure„, nel 1984. Molta della sua scrittura, è centrata attorno ai temi dell'identità, dell'illusione e della realtà. Non abbandona comunque la settima arte: scrive le sceneggiature per “Léon Morin, sacerdote„, “Monsieur Ripois„ e “Dennis„ negli anni 1990. Nel 1998, firma la sceneggiatura di “La classe di neve„, adattamento del romanzo di Claude Miller, premiato dal premio Fémina nel 1995. Affascinato dall'irruzione del fantastico nella realtà, fa dell’affaire Jean-Claude Romand uno dei suoi lavori più famosi, “L'avversario„, adattato al cinema da Nicole Garcia nel 2002. Nel 2003, passa naturalmente dietro la macchina da presa e realizza “Ritorno a Kotelnitch„, città russa che allo stesso tempo è il luogo di un'indagine poliziesca e di una riflessione sull'identità. Emmanuel Carrère si lancia nel romanzo due anni più tardi con “I Baffi„, come autore, poi sceneggiatore e regista. Il 2007 “Un romanzo russo„ segna il suo atteso ritorno alla letteratura.

 

Buona settimana

G.

martedì 9 ottobre 2007

Delle scrittrici…

Una settimana di citazioni più rilassanti, dopo giorni di fatica e pensieri.

Tre (o meglio quattro) scrittrici diverse. Due scrivono in inglese e due in francese. Tre parlano di gialli ed una di poesia. Tre sono vive.

Cominciamo da quella più atipica

Elizabeth Bishop “Il mare e la sua sponda” Adelphi euro 5,50

Non conoscevo (ma posso dire che ancora non conosco) la poetessa, definita da Josef Brodskij “la Callas della poesia novecentesca”. Mi accosto a questo mini Adelphi più per il prezzo e l’idea di “chicca”. Due racconti, impreziositi da un bel disegno (dell’autrice stessa). I due racconti apparvero direttamente su delle riviste intorno agli anni 1937-38. Del secondo avrei fatto volentieri a meno. Il primo che poi dà il titolo al volume, è invece rimarchevole. Non tanto perché narra di grandi cose. Ma descrive una situazione “banale” (un uomo che di mestiere tiene pulite le spiagge) facendolo protagonista di un breve momento di vita. Poi lo lasciamo lì che continuerà la sua vita e noi la nostra. Ci siamo solo accompagnati per 20 pagine della nostra vita. E non è poco.

La seconda invece è una maestra del giallo, con il suo pantheon di personaggi (tra ispettore, aiuto ed amici vari) che si segue di romanzo in romanzo.

Elizabeth George “Scuola Omicidi” SuperPocket euro 4,90

Ho un mio rapporto strano con la George. Mi piace il suo modo di scavare psicologicamente i personaggi, ed è attirante, come detto, la saga dei suoi protagonisti. Talmente che ho cercato di leggere la sua epopea dall’inizio. Poi ho saltato andando di romanzo in romanzo, trovando così i protagonisti ora vicini ora lontani. Ma torniamo a questo romanzo, pubblicato nel 1990 ed ambientato negli anni ottanta in un college tipicamente inglese. Scorre abbastanza, ma si ingarbuglia, nella parte centrale, non tanto su chi ha fatto cosa ma sui codici comportamentali dei college, argomento che, purtroppo, sta diventando un po’ troppo trattato. Ma chi ha ucciso il tredicenne collegiale? E perché? L’ispettore Lynley (al centro di tutti suoi migliori romanzi), si aggira e si rigira, sembra pensando più al suo amore lontano che a trovare l’assassino. Essendo uno dei primi Lynley si vedono i passi iniziali dell’ispettore e del suo aiuto, il sergente Barbara Havers. Ma io so già dove arriveranno nei capitoli successivi. Intanto la storia è ben congeniata e si regge. Una lettura da ombrellone discreto, forse più da isola che grande spiaggia.

Finiamo invece con le franco-vietnamite, le sorelline autrici di una grande saga ambientata nel Vietnam antico.

Kim & Van Tran-Nhut “La polvere nera di Maestro Hu” Tea euro 8

Una palla megagalattica. O i francesi no sanno cosa leggere o la solita quarta di copertina (“grande successo in Francia”) dice bugie. Storia gialla? Beh, forse perché ambientata in Asia. Vietnam del 16° secolo? Forse, ma con troppe descrizioni “inutili” che non ti portano altrove e non ti tengono legato alla sedia. Può entrarci anche la traduzione? Chissà, comunque credevo meglio. In una piccola provincia costiera del Vietnam amministrata con onestà dal Mandarino Tan, si svolge una strana vicenda: nella baia una giunca è stata assalita dai pirati, che hanno rubato il carico di metalli e spezie. I marinai sopravvissuti raccontano di essere stati aggrediti da cadaveri decomposti. Ma un altro delitto si profila all'orizzonte: il vecchio conte, famoso per i suoi facili costumi, viene ritrovato con la gola tagliata sul balcone di casa sua, la porta chiusa dall'interno. Secondo la vedova sono sparite dal suo collo due collane di grande valore. Come se non bastasse, giunge la notizia di furti di pietre tombali dal cimitero. Detto così sembra un ben congeniato giallo, ma … a voi la lettura. Per ora ho fatto bene a non prendere il seguito della saga del Mandarino Tan.

Passando alle bio       

Elizabeth Bishop (Worcester, 8 febbraio 1911 – Boston, 6 ottobre 1979) è stata poetessa e scrittrice. La sua poesia ha ottenuto un largo consenso di critica ed è tuttora molto letta e studiata, soprattutto negli Stati Uniti. È considerata unanimemente uno dei più raffinati poeti di lingua inglese del XX secolo. Ha scritto anche opere in prosa e si è cimentata perfino nella pittura. Elizabeth Bishop nasce da William Thomas Bishop e Gertrude Bulmer Bishop. Il padre morì pochi mesi dopo la sua nascita, mentre la madre fu internata in una casa di cura per malattie mentali quando Elizabeth aveva solo cinque anni. Elizabeth trascorre l'infanzia con i nonni a Great Village, in Nuova Scozia (Canada), in un ambiente sereno spesso rievocato nelle sue opere. Nell'autunno del 1929 è ammessa al Vassar College, dove nel 1933 fonda con alcune amiche (tra cui la scrittrice Mary McCarthy) la rivista letteraria Con Spirito. Nel 1934 conosce la poetessa Marianne Moore, che avrà grande influenza sulla sua arte e con cui scambiò negli anni un fitto carteggio (recentemente pubblicato con il titolo One Art). In seguito incontra numerosi altri poeti americani, tra cui Robert Lowell, James Merrill e soprattutto Ezra Pound. L'età adulta è caratterizzata da numerosi viaggi fra l'Europa e le Americhe. A metà degli anni trenta la Bishop è in Francia, ospite di un'amica del Vassar College. Nel 1938 acquista una dimora a Key West, in Florida, dove anche Ernest Hemingway aveva soggiornato. Negli anni tra il 1952 e il 1967 è invece in Brasile, dove si era inizialmente recata per una visita di due settimane. Tutti questi spostamenti hanno contribuito a infondere in molte sue opere un tipico connotato ambientale e geografico (spesso evocato nei titoli: Nord e sud, Interrogativi di viaggio, Geografia III). In Brasile, la Bishop conosce Lota de Macedo Soares, un'esteta proveniente da un'importante famiglia di Rio de Janeiro, con cui intreccia una lunga relazione sentimentale, tragicamente conclusa con il suicidio della Soares. Nel frattempo, la sua opera si era diffusa nell'ambiente letterario statunitense e aveva ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Pulitzer, conferitole nel 1956 per la raccolta North & South - A Cold Spring. Oltre al lavoro letterario, la Bishop si dedica per molti anni all'insegnamento universitario, presso la University of Washington, la New York University e il Massachusetts Institute of Technology. La sua poesia è stata definita "arcaicamente nuova" da Marianne Moore. Secondo il critico Randall Jarrell, tutte le sue liriche «portano scritto in calce: io l'ho visto».

Susan Elizabeth George (nata il 26 febbraio 1949) è un autrice americana di romanzi polizieschi che sono ambientati in Gran Bretagna. Undici dei suoi romanzi che hanno per protagonista l'ispettore Lynley sono stati adattati per la televisione dalla BBC con il titolo “I misteri dell'ispettore Lynley„. Nasce a Warren, Ohio, ma si sposta nella regione della Baia di San Francisco quando ha diciotto mesi. Si laurea in inglese e comincia ad insegnare. Pur mantenendo l’insegnamento, riesce anche ad ottenere un master in psicologia. Il suo primo romanzo pubblicato fu A Great Deliverance nel 1988, il primo dei romanzi che hanno al centro Thomas Lynley, lord Asherton, un ispettore di Scotland Yard di nascita nobile; Barbara Havers, l'aiuto di Lynley, proveniente dalla classe operaia; Lady Helen Clyde, amica di Lynley, anch’essa di nobili natali; e gli amici di Lynley Simon e Deborah St. James. Mentre i suoi scritti sono di buona fattura ed interessanti osservazioni caratteriali, ci sono spesso “sviste„ in termini di abitudini britanniche ed utilizzo insufficiente di parole ed espressioni di gergo, come il “carrello da the di Laura Ashley” (che avrebbe dovuto chiamarsi Cosy), famoso perché manteneva in caldo il the.

Le sorelle Tran-Nhut sono gli autori di una serie di libri sulle indagini condotte dal mandarino Tân e dal suo assistente, il letterato Dinh, nel Vietnam del XVII° secolo. Le sorelle Tran-Nhut sono nate in Vietnam nel 1962 (Thanh-Van) e nel 1963 (Kim). Nel 1968, emigrano negli Stati Uniti con i loro genitori. Tre anni più tardi, arrivano Francia dove faranno il resto dei loro studi. Thanh-Van riparte negli Stati Uniti all’inizio del 1980 per ritornare in Francia alcuni anni più tardi con un diploma di ingegnere in meccanica della California Institute of Technology. Nel 1999 si lanciano nella scrittura a quattro mani. Di qui nasce il mandarino Tân, giovane magistrato di un Vietnam storico. “Una figura mitica della famiglia„, il loro bis-nonno materno, noto per essere diventato molto giovane un mandarino, fungerà da modello all'eroe del romanzo. Nel 2002, Thanh-Van parte per un viaggio attorno al mondo che la porterà del Kenia ai ghiacciai dell'Alaska. Dal 2003, Thanh-Van continua da sola la serie delle indagini del mandarino Tân.

domenica 7 ottobre 2007

Ancora sui primi…

… sperando che si arrivi al dolce!.

Altri tre autori italiani di cui ho letto l’opera prima (anche se la prima ormai è affermata). Ma prima di entrare nel vivo, una frase da un libro che ho appena finito e di cui parlerò in seguito, che mi è rimasta impressa di molto (forse per il momento): “un giorno vedrò ancora le anitre selvatiche… quando.. il giorno in cui finalmente si compiono le promesse di felicità che tutti hanno in serbo nell’angolo più riposto del cuore”.

Ed ho ora torniamo agli autori e cominciamo da

Simonetta Agnello Hornby “La mennulara” Feltrinelli euro 7 (anzi, poiché comprato nei saldi con lo sconto del 25% solo € 5,25)

Ho aspettato molto prima di leggere questo libro, attratto e respinto dal fatto di aver conosciuto l’autrice durante uno dei viaggi in Algeria. Non avendone avuto immediata simpatia avevo paura di farmi influenzare. Ora ne posso parlare. E bene. Mi è piaciuto, un ritratto della Sicilia, ma dove soprattutto emergono i ritratti dei protagonisti, di provincia e meschini. Piacevole l’uso ricco della lingua, in cui la Sicilia, e in particolare il paese di Roccacolomba, è forse la protagonista più vera. La lingua è utilizzata anche per esaltare la componente di humour che permea tutto il romanzo. Le figure sono tutte delineate in modo vivace e sfaccettato e alla fine la personalità più complessa rimane proprio quella della protagonista, Rosalia Inzerillo, detta la Mennulara E bello infatti mi è parso l’emergere pagina dopo pagina il ritratto della raccoglitrice di mandorle. Lì dove tutti non sono sempre tutti buoni o tutti cattivi (anche l’uomo di panza), vien fuori la verità che solo i gretti e meschini rimangono sempre gretti e meschini. Un latte alle mandorle, per dissetarsi dopo tutto questo sole.

Rimaniamo in Sicilia, per un libro che, pur positivo, mi è piaciuto un po’ meno

Domenico Seminerio “Senza re né regno” Sellerio euro 10

Anche qui, una buona opera prima, anche se piegata alle tesi di dimostrare. Nascita, crescita ed inevitabile caduta di un mafioso senza volerlo, che pensa/spera di essere altro, ma che inserito in ruote più grandi di lui non ce la fa poi molto. Stefano è infatti un ragazzo siciliano idealista, milita fra i separatisti, partecipa ad azioni di guerriglia. Ricercato, si trasferisce al Nord. Rientrato nell'isola, si adatta. Una serie di compromessi lo rendono quindi ricco e potente. Ma a un certo punto gli eventi volgono al peggio e la commistione della mafia con la politica si fa tangibile. Anche qui (come dissi di Pahmuk) un ultimo capitolo che riscatta luci ed ombre delle prime 200 pagine (citazione “colta”: quanto deve a “Espiazione” di McEwan?).

E finiamo invece con quello che meno ho gradito

Paolo Cioni “Ovunque e al mio fianco” Feltrinelli euro 9,50

Un’opera prima, come si direbbe per un tema in classe, da incoraggiare. La scrittura è decentemente scorrevole. Il testo, a volte anche se mi ripeto, cerca di forzarsi verso le proprie tesi (rapporti familiari, padre-madre-fratello, voglia/impossibilità di essere altro da sé) con una buona dose di conoscenza dei western classici alla John Wayne (mirabile la citazione da Ombre Rosse). Due le linee narrative. Una racconta la frenetica storia che trascina un gruppo di amici per le strade di Spagna sfuggendo, inseguendo qualcosa, qualcuno. L'altra racconta il viaggio che ha portato Benedetto in Spagna dalla nativa Busseto. I personaggi giocano con l’idea che anno di se stessi: Benedetto coinvolto per amore in avventure più grandi di lui; Zas dark lady della migliore tradizione, di tutti e di nessuno, senza scrupoli e fiondata nel vento verso il suo obiettivo; Adelmo, il contraddittorio fratello-soccorritore che in realtà coinvolge Benedetto in un'azione ad molto pericolosa. E poi gangster, giocatori, fan di Elvis, creature della notte. Ma alla fine? Solo uno sorriso e via sulla strada di casa. Certo, l’unica persona da “uccidere” è chi scrive la quarta di copertina. Come si fa a dire “libro on the road, da Barcellona ad Aquiles, a Santiago e oltre,”, quando, su 198, ad Aquiles si arriva a pagina 195, a Oviedo due pagine dopo senza sapere se si andrà o meno a Santiago!!

Ed arriviamo alle mini-bio.

Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo nel 1945. Avvocato minorile e giudice, ha concluso gli studi giuridici in Inghilterra. Risiede da trent’anni a Londra, dove attualmente è presidente del Tribunale di Special Educational Needs. Il suo studio legale nel quartiere di Brixton lavora per lo più con la comunità nera e musulmana. Si è occupata della donna nel mondo arabo ed è autrice di testi legali dedicati all’infanzia. Il suo primo romanzo, La mennulara (la “raccoglitrice di mandorle”), è stato un vero e proprio caso letterario, è stato a lungo ai vertici delle classifiche ed è stato tradotto in dodici lingue. È una grande storia siciliana, che si dipana nell'arco di un mese – dal 25 settembre al 23 ottobre 1963 – nel paese inventato di Roccacolomba, in provincia di Agrigento. Il successo si è ripetuto con La zia marchesa e Boccamurata, ambientato nella Sicilia di oggi.

Domenico Seminerio (Caltagirone, 1944) insegna Lettere nel liceo classico della sua città. Questo è il suo primo romanzo. Ha pubblicato due poemetti e studi archeologici sul territorio di Caltagirone.

Paolo Cioni è nato in Liguria (Loano 1967) ma cresciuto in Emilia, si è laureato in architettura a Firenze. Vive a Fidenza e dirige la rivista multisensoriale “Experience”. Si occupa attualmente di progetti di editoria sperimentale e di pubblicazioni scientifiche.

 

E come ogni fine mese, ecco la tabellina dei libri letti in agosto.

 





















































































































Nome


Cognome


Titolo


Editore




Fred


Vargas


L’homme à l’envers


J’ai lu


7


Henning


Mankell


Muro di fuoco


SuperPocket


4,90


Amara


Lakhous


Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio


E/O


s.p.


Hans


Tuzzi


Perché Yellow non correrà


Guanda


8,50


 


Pulsatilla


La ballata delle Prugne Secche


Castelvecchi


10


Gianrico


Carofiglio


Ragionevoli dubbi


Sellerio


12


Carlo


Fruttero


Donne informate dei fatti


Mondadori


s.p.


Dan


Brown


La verità del Ghiaccio


Mondadori


5


Paolo


Cioni


Ovunque e al mio fianco


Feltrinelli


9,50


Andrea


Camilleri


Le ali della sfinge


Sellerio


11


Domenico


Seminerio


Senza re né regno


Sellerio


10


Kim & Van


Tran-Nhut


La polvere nera di Maestro Hu


Tea


8


Fred


Vargas


Pars vite et reviens tard


J’ai lu


7,60


Fred


Vargas


Coule la Seine


J’ai lu


4,70


Emmanuel


Carrère


La moustache


Folio


7,30


 

domenica 30 settembre 2007

Il primo libro non si scorda mai…

… ma il secondo è più bello ancora. Almeno si spera.

Per ora parliamo di alcuni “primi libri”, cioè libri di esordio di autori di cui, come si dice tra coloro che scrivono bene, aspettiamo la seconda prova per una (ri-)conferma. Anche se queste prime uscite non sono tutte ri-uscite. Anzi hanno suoni e sentimenti diversi. Ed io, da cattivello, le vado enumerando in ordine inverso al mio piacere.

Cominciamo da

Roberto Varese “La piccola dea” Fazi euro 9,50

Un sognatore, un perdigiorno, un uomo incatenato a una perenne adolescenza si trascina per Roma, senza orologio e senza meta. Sono vent'anni che scrive un libro. Finalmente si è deciso a spedire le prime trenta pagine al Sublime Editore, colui che ha avuto l'onore di stampare Rilke, Hesse e Robert Walser, i suoi idoli. In attesa della risposta, continuerà a vagare per le strade di Roma, a prendere appunti, a spalancare gli occhi davanti al mondo meraviglioso e tremendo. Citato come opera di una vita, continuamente aggiunstata, rimaneggiata, senza una vera struttura di romanzo/racconto/poesia/biografia, debbo dire che non mi è piaciuto tanto.  Scorrevole la prima parte biografica con spunti. Non sono entrato in sintonia con le poesie. Alcuni (pochi) elementi nei racconti. Ma alla fine ne sono uscito dicendomi: ho aperto uno spiraglio di porta sulla vita di Varese, ma ne valeva la pena?

“hai voluto sapere, perciò non lamentarti… nessuno ti può aiutare. Sei solo. Auguri”.

Il secondo l’ho trovato più “vero”, anche perché il testo sembra aderirti alla pelle con tutto il suo dolore.

Alessandro Scotti “Tempo” Neon! Euro 10

Un controllo medico, prima di partire per le vacanze. Poi la realtà che si dissolve, giorno dopo giorno. Il sospetto, la certezza. Lei è malata. Una malattia che non si può dire: l’aids. Da un giorno all'altro l'inferno è il passare del tempo, il paradiso l'attimo in cui il tempo si sospende nell'atto di un bacio, nella banalità di un gesto quotidiano. Un grande inno alla vita, quello di Alessandro Scotti nato dal disperato bisogno di capire il mistero dell'amore e della morte. I viaggi, le paure, le attese di una coppia che si ritrova ai margini del mondo ma che proprio per questo trattiene la vita con tutte le sue forze. Il grido di un'esistenza che non vuole finire perché è troppo bella, perché non vuole non vuole uscire dal tempo. Un amore che cambia la vita, per sempre. Narrato in prima persona, Tempo è la cronaca di un’ossessione: prima, dopo e durante la malattia. Una malattia che ti scaraventa fuori dalla società e ti mina in fondo. Un libro forte, anche se a volte un po’ compiaciuto.

“non credo di conoscerti. Tu sei l’immagine sulla mia retina. Sei il calore che provo. Sei la pelle che mi sfiora. Sei un mio colore e una mia forma. Sei parte della mia memoria e mio sogno. Sei mia. Sei la mia tu. Non conosco una te diversa. Tu sei quello che sei per me”

Il terzo, che sicuramente è più una operazione commerciale, almeno mi ha fatto ridere.

Pulsatilla “La ballata delle Prugne Secche” Castelvecchi euro 10

Questa è una guida pratica a tutti gli aspetti più ambigui della vita, dalla messa in piega alla consultazione degli oracoli, dalla lotta ai chili superflui al rimorchio su Internet, con tanto di beceri espedienti a letto. L'idea dell'opera nasce da una semplice indagine: non si è mai sentito un uomo che vorrebbe rinascere donna, non si è mai sentita una donna che vorrebbe rinascere donna. Che dire della giovane pugliese? Che indubbiamente scrive scorrevole, con alcune punte di autentico divertimento, in particolare sulla foggianità. A volte sembra essere troppo contenta di mostrare la propria libertà morale e sessuale. Va bene, ma lascia un po’ “radical-chic”? Sera d’estate, con thè freddo accanto.

Per le bio:

Roberto Varese è nato a Roma nel 1958. Come giornalista free lance ha collaborato con varie testate, tra cui «la Repubblica». È autore di recensioni letterarie e inchieste. È stato titolare di una rubrica d’informazione libraria in onda su RadioTre. Per la stessa rete ha scritto radiodrammi. È autore di poesie e racconti pubblicati su «Nuovi Argomenti» e altre riviste letterarie.

Alessandro Scotti è nato a Varese nel 1968. Vive a Milano, dove lavora come programmatore di software. Questo è il suo primo romanzo.

Valeria Di Napoli pseudo Pulsatilla (Foggia, 1981) ha vissuto in Puglia finché, raggiunta con un certo ritardo l’età della ragione, ne è fuggita a gambe levate. A Milano ha fatto la copywriter, poi ha perso la testa per un tizio che abitava sulla Prenestina e si è trasferita a Roma, dove attualmente vive. Ora è single e senza lavoro.

lunedì 17 settembre 2007

E altri 3 saggi

Un settimana ancora dedicata a quella che gli anglosassoni chiamano “non fiction”. Forse non sono proprio tutti saggi, ma sicuramente non sono neanche romanzi, racconti o poesie.

Cominciamo da quello che ho letto un po’ di tempo fa, e che non trovavo ancora il modo di incasellare.

Rhiannon Guy “Portala al Cinema” Einaudi euro 10

Un libro verso cui nutro odio profondo e passione. Cominciamo con la passione: è pieno di spigolature cinefile che molti sanno farmi giuggiolare (dai Martini di James Bond ai maialini di Babe, dalle parentele di Christopher Lee ad Archibald Leach). Ma molti sono i punti neri: il titolo (perché tradurre “La banda dei cinefili” con “Portala al Cinema”? E perché Portala? Forse che le donne non sono capaci di andare al cinema da sole?), la visione anglocentrica (nel senso che tutto si basa su la visione del mondo anglosassone, incluso il pocorn e la coca-cola, forse una introduzione “italiana” ne avrebbe mirato meglio la lettura), gli errori (uno per tutti, visto che J.P.Ballard dovrebbe essere J.G.Ballard), la disorganicità (sembra uno dei libri di Schmitz sulle enumerazioni di cose futili, senza la sua verve, e senza un filo conduttore, e senza un io narrante che riesca a guidarti). Insomma una tipica operazione commerciale all’italiana per un prodotto che potrebbe essere meglio confezionato               .

Passando invece ad argomenti più “ponderosi”, ho anche gustato la lettura di

Stephen Hawking “La grande storia del tempo” Rizzoli s.p.

Un gradito regalo. Scorrevole e gradevole passeggiata sui fondamenti del concetto di tempo. E sulle domande di fondo (chi siamo? Da dove veniamo?) alla ricerca della GUT (Great Unified Theory). Ma esiste o potrebbe esistere? Alcuni passaggi poco elementari, ne rendono ostiche delle parti, ma nel complesso si può leggere.

Infine, una bellissima serie di articoli sull’Africa, quella un po’ più a sud di quella che conosco meglio, del grande e rimpianto maestro polacco

Ryszard Kapuscinski “Ebano” Feltrinelli euro 7,50

Africa, africa, africa. Non sbavata, non osannata, ma sempre presente, con molto, molto su come ci si arriva al presente attuale. Bellissime le pagine sul Ruanda.

Tre citazioni

“per la maggior parte delle persone che vi abitano il mondo finisce sulla soglia di casa” 

“il nostro mondo … non è che un pianeta di migliaia di province che non si incontrano mai”

“l’acqua è tutto. Il deserto ti insegna una verità: esiste qualcosa che si può desiderare più di una donna:l’acqua”.

Per le bio, di Rhiannon Guy non si trova traccia (persona? Nome collettivo? Altro?).

Stephen William Hawking (Oxford, 8 gennaio 1942) è un fisico britannico, fra i più importanti e conosciuti del mondo. Pur essendo condannato all'immobilità dalla sclerosi laterale amiotrofica, occupa oggi la cattedra lucasiana di matematica all'Università di Cambridge (la stessa che fu di Isaac Newton) ed è membro della Royal Society. Noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, è oggi uno fra i cosmologi più autorevoli. Nel 1974 ha dimostrato che dal punto di vista termodinamico i buchi neri sono corpi neri e obbediscono alle leggi della termodinamica: posseggono una temperatura e un’entropia definite dal loro campo gravitazionale e dalla loro superficie. Sicché i buchi neri dovrebbero irradiare particelle con una temperatura e un’entropia definite, questa irradiazione però, può portare in un tempo finito alla progressiva diminuzione di massa e quindi alla cosiddetta “evaporazione” completa del buco nero, anche se ancora non è chiaro il possibile risultato finale dell'evaporazione. Ad oggi questa resta ancora una teoria da verificare.

Ryszard Kapuściński (Pinsk, 4 marzo 1932 – Varsavia, 23 gennaio 2007) è stato un giornalista e scrittore polacco. Nato a Pinsk, oggi in Bielorussia ma all'epoca in Polonia, dopo gli studi a Varsavia lavorò fino al 1981 come corrispondente estero dell'agenzia di stampa polacca Pap. Inviò corrispondenze, tra l'altro, da vari paesi dell'Africa, dall'Iran, dall'Urss. Nel 2003 ha vinto il Premio Principe delle Asturie per la categoria Comunicazione ed umanità. Nel 2006 ha ricevuto una laurea honoris causa in traduzione e mediazione culturale presso l'Università di Udine.

domenica 9 settembre 2007

3 saggi

Alla ripresa d’autunno, e per scacciare l’abbuffata estiva, questa volta non parliamo di romanzi. Saggi diversi e di diverso stampo (anche se uno non è propriamente un saggio). Del primo ho apprezzato la lucidità con cui si narra. Anche se il percorso è tortuoso, ed irto di insidie, chiaro ne esce il suo pensiero: ogni chiesa (anche e soprattutto non religiosa) rischia di limitare la libertà, che può essere limitata solo in vista di una più grande libertà. E per null’altro. Non stiamo parlando di fede, ma di atteggiamento verso l’altro. E sto parlando di

Giulio Giorello “Di nessuna Chiesa. La libertà del laico” Raffaello Cortina Editore euro 7,50

Un pamphlet come quelli di un tempo, in cui si espongono con chiarezza alcuni concetti base: l’elogio della differenza (se fossi tutti uguali che palle), dell’indipendenza, della tolleranza.

Tre cito-citazioni:

Pierce “Tre cose non possiamo mai sperare di raggiungere: la certezza assoluta, l’esattezza assoluta, l’universalità assoluta”.

Einaudi “è preferibile l’equilibrio attraverso discussioni e lotte a quello imposto da forze esteriori”.

Gilgamesh “Se tu aiuti me, io aiuto te. Chi può prevalere su di noi?”

Nel secondo entriamo in pieno nel discorso non affrontato dal primo. La fede. E soprattutto quella dei primi cristiani, attraverso dei racconti (vangeli) di una delle tante correnti iniziali, quella degli gnostici, che tendevano ogni loro azione alla conoscenza.

A cura di Luigi Moraldi “I Vangeli gnostici” Adelphi euro 8

Di questo non si può parlare di trame e racconti, sono solo momenti che mi hanno fatto riflettere su molte cose, ed anche sulla vicinanza delle varie lingue monoteiste (anche se qui si parla quasi esclusivamente ebraico, ma anche aramaico, e le radici sono quelle). Ad esempio viene fatta una breve digressione tra i termini “bapteis e baptleios – immergere nel colore e immergere nell’acqua”, che confluiranno nel “battesimo” cristiano. Mi restano bene impresse alcune mirabili frasi:

“nessuno può dare senza l’amore… giacché se uno non dà per amore non trae profitto da ciò che dà”

“l’ignoranza è la madre di ogni male”

“non faccio il bene che voglio ma compio il male che non voglio”

“l’asino girando intorno alla mola percorse 100 miglia; quando fu sciolto si trovò ancora nello stesso posto. Alcuni camminano molto, ma non arrivano mai da nessuna parte”


Francesco Gesualdi “Sobrietà” Feltrinelli euro 9

. Il libro scorre e spaventa. Dalla fotografia del presente, ci fa vedere da dove stiamo venendo e dove andremo continuando così. Ci sono soluzioni? Forse sì, l’unico limite è che le soluzioni non vengono da sole, non si possono comprare, ma dobbiamo praticarle. In fondo è sufficiente riportare le parole di Gesualdi:

“dai ricordi di un capo indiano: quando l’ultimo albero sarà abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro”

“è possibile vivere bene più sobriamente? Si con 4 rivoluzioni: lo stile di vita, la produzione, il lavoro, l’economia pubblica”

“la funzione del lavoro non è guadagnare un salario, ma soddisfare i nostri bisogni”

“più riesci a fare da te, meno soldi ti servono”

“pensiamo prima di agire e agiamo confrontandoci sempre con i nostri valori”

“cinque parole: ridurre, riutilizzare, riparare, riciclare, rallentare”

Alcune solite note biografiche, anche se di Moraldi non ho trovato nulla.

Giulio Giorello è nato a Milano nel 1945 e si è laureato in Filosofia nel 1968 e in Matematica nel 1971. Ha insegnato in facoltà di Ingegneria (Pavia), Lettere e filosofia (Milano), Scienze (Catania). Attualmente è titolare della cattedra di Filosofia della Scienza all'Università degli Studi di Milano. Dalle prime ricerche in filosofia e storia della matematica, i suoi interessi si sono ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. Collabora con il Corriere della Sera. Tra i suoi libri: Parabole e catastrofi, intervista a René Thom (in collaborazione con Simona Morini, Milano 1981), Lo spettro e il libertino. Teologia, matematica e libero pensiero (Milano1985), (con Ludovico Geymonat) Le ragioni della scienza (Roma-Bari 1986). Ha curato una nuova edizione dell'Areopagitica di John Milton (Laterza, 1987) e, insieme a Marco Mondadori, del saggio Sulla libertà di John Stuart Mill (1981 e 1991). Presso l'editore Pierluigi Lubrina (Bergamo) é uscita la versione italiana del Giornale di Prigionia dell'irlandese John Mitchell presentato e curato insieme allo storico Pietro Adamo. Ha pubblicato recentemente una Introduzione alla filosofia della scienza, (Bompiani, 1994) e Filosofia della scienza del XX secolo (Laterza, 1995). Dirige presso l'editore R. Cortina di Milano la collana Scienza e idee.

Francesco Gesualdi è nato nel 1949, allievo della scuola di Barbiana, tra altre rilevanti esperienze ha trascorso due anni in Bangladesh per un servizio di volontariato; è uno degli animatori del "Centro nuovo modello di sviluppo" di Vecchiano, che affronta con rigore ed efficacia i temi del disagio economico, sociale, fisico, psichico e ambientale sia a livello locale che internazionale, con particolar attenzione al Sud del mondo. Il Centro ha promosso e sta portando avanti importanti campagne per i diritti umani. È tra i promotori della Rete di Lilliput.

mercoledì 5 settembre 2007

E dopo l’estate….

… riprendiamo a macinare libri e trame.

Certo, quest’anno ho avuto un ulteriore vantaggio: ho deciso di staccare e di “non” andare in vacanza. Cioè, non ho fatto né programmato nulla, ho staccato dal lavoro, sono andato a zonzo, ed ho letto e riposato.

E quindi vi beccate una piccola infornata di libri, equamente divisi tra italiani e stranieri, nessuna opera prima e nessun saggio.

Cominciamo dagli esteri: un bel romanzo e due gialli-thriller,

Amara Lakhous “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio” E/O s.p. (regalo)

E bravo Amara. Riesce a presentare una serie di personaggi, soprattutto extra-comunitari, con i loro pro ed i loro contro. Non tutti gli extra sono buoni, ma neanche tutti i locali. Con alcuni tratti (soprattutto sulla incomunicabilità romano-extra) da rotolarsi. Una buona prova (anche un po’ amara?).

Henning Mankell “Muro di fuoco” SuperPocket euro 4,90

Giallo super-balneare. Con la grande pecca di essere rilegato male e di perdere subito le pagine. Mankell è un autore svedese, diviso tra il freddo Nord e l’africa, autore della lunga saga del commissario Wallander. Anche qui, Wallander va bene, ma la storia è un po’ troppo poco spiegata, laddove si basa su una serie di principi tecnici di PC. Per essere divulgativo, sembra lasciare in ombra questi punti. Ed è un male, perché sarebbe più “avvincente”. Bene comunque sotto l’ombrellone con una birra accanto.

Dan Brown “La verità del Ghiaccio” Mondadori euro 5

E finiamo con un “fenomeno” di questi tempi, che a me convince sempre meno. Tipico thrilleraccio americano, già pronto per lo schermo. Potere, sesso, un po’ di mistero. Qualcosa lascia ancora sorprendere, ed è un bene, altrimenti sai che palle. Certo alcuni tratti del “da vincismo” sono già presenti (il bello e tenebroso, una donna buona, una buonabile, il cattivo, il falso cattivo, ecc. ecc.). Molto ombrellone e niente più.

Passiamo agli italiani, che rimangono tutti sul versante “polizia”.

Carlo Fruttero “Donne informate dei fatti” Mondadori s.p. (regalo)

Molto scorrevole, molto Torino, divertente passare da una donna all’altra introno ad un delitto, che, tuttavia, si intuisce dalle prime pagine dove vada a parare. Mi è piaciuto vedere come un uomo cerca di delineare differenti caratteri femminili (non sempre con valenza). Molto faticoso essere senza Lucentini…

Hans Tuzzi “Perché Yellow non correrà” Guanda euro 8,50

Molto datato, anche se indubbiamente ben scritto. Una bella indagine, una Milano che c’è. Personaggi decenti. Forse solo un po’ scontato verso la fine. E non si sa mai bene se c’entra Yellow. E a volte sembrano esserci salti come se dovessimo sapere qualcosa, ma le pagine che ne parlano siano saltate.                     

Gianrico Carofiglio “Ragionevoli dubbi” Sellerio euro 12

Ritorna l’avvocato Guerrieri, con la sua terza avventura. Il personaggio ora è a tutto tondo, con pregi e difetti. E soprattutto con i suoi problemi morali. Difendere o no, un innocente che ti ha fatto del male? O altro. Il giallo in quanto tale è un po’ più sulla falsariga del primo libro che sul secondo. Avrei soltanto evitato il capitolo zero.

Riprendiamo quale mini-bio dei nuovi autori.

Amara Lakhous è nato ad Algeri nel 1970, vive a Roma dal 1995. È laureato in filosofia all’Università di Algeri e in antropologia culturale alla Sapienza di Roma. Sta terminando una ricerca di dottorato nella stessa università dal titolo ”Vivere l’Islam in condizione di minoranza: Il caso della prima generazione degli immigrati musulmani arabi in Italia”. Ha iniziato il suo percorso professionale nel 1994 come giornalista della radio nazionale algerina. In Italia ha lavorato per tanti anni nel campo dell'immigrazione, svolgendo attività di mediatore culturale, interprete e traduttore. Attualmente lavora come giornalista professionista all’agenzia di stampa Adnkronos International a Roma. Ha pubblicato il suo primo romanzo Le cimici e il pirata, bilingue arabo/italiano (Arlem editore, Roma, 1999) con traduzione di Francesco Leggio e nel 2003 il secondo, ambientato a piazza Vittorio, “Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda” (edizioni Al-ikhtilaf, Algeri e la seconda edizione presso la casa editrice libanese Dar Al-arabiya lil-ulum, 2006). Questo romanzo è stato ri-scritto in italiano con il titolo “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio”.

Henning Mankell (Stoccolma, 3 febbraio 1948) è uno scrittore svedese. Presto abbandonato dalla madre, è allevato dal padre, giudice. È genero di Ingmar Bergman di cui ha sposato in seconde nozze la figlia Eva. Divide la sua vita tra la Svezia ed il Mozambico dove ha fondato un gruppo teatrale “Teatro Avenida”. È conosciuto a livello internazionale grazie alla serie poliziesca delle indagini di Kurt Wallander. Questo commissario disincantato è circondato da un gruppo di poliziotti molto accuratamente descritti. Gli omicidi sanguinari affrontati da Wallander lo immergono, romanzo dopo romanzo in uno stato sempre più depressivo; l'aspetto psicologico è anche importante per Mankell che l'intrigo stesso. Tutte le avventure si svolgono nella piccola città di Ystad, in Scania, nel sud della Svezia, anche se Wallander si muove una volta in Lettonia ed indaga su un omicidio le cui origini risalgono in Sudafrica. La sua opera poliziesca è generalmente considerata come una continuità dell'saga di Martin Beck scritto tra il 1965 ed il 1975 dalla coppia Maj Sjöwall/Per Wahlöö. In Africa, la sua vita europea non è conosciuta. Ha ricevuto Prix Nils Holgersson nel 1991.

Dan Brown (Exeter, 22 giugno 1964). Primo di tre figli, Brown cresce ad Exeter, nel New Hampshire. Suo padre Richard insegnava matematica alla Phillips Exeter Academy. La madre di Brown, Connie, era una musicista professionista. Brown riceve un'educazione cristiana e lui con i suoi fratelli frequentarono la Phillips Exeter Academy. Terminati questi studi nel 1982, Brown si iscrive all'Amherst College, dove fu membro della confraternita "Psi Upsilon" e vi si laurea nel 1986. Si trasferisce ad Hollywood per intraprendere una carriera di cantante-autore e pianista. Di questa sua carriera rimangono quattro CD. Lascia Hollywood per studiare storia dell'arte all'Università di Siviglia in Spagna, dove comincia a studiare seriamente le opere di Leonardo da Vinci. Nel 1993 fa ritorno al New Hampshire, per insegnare inglese alla Phillips Exeter ed alla Lincoln Akerman School. Nel 1994, durante una vacanza a Tahiti, legge un romanzo di Sidney Sheldon e si rende conto di poter fare di meglio. Nel 1995 scrive un romanzo a quattro mani con sua moglie intitolato 187 Men to Avoid: A Guide for the Romantically Frustrated Woman e nel 1996 lascia il lavoro di insegnante per iniziare la sua carriera di scrittore a tempo pieno. Brown si interessa in particolare di crittografia, chiavi e codici, infatti, sono un tema ricorrente nelle sue storie. Attualmente vive a Rye, nel New Hampshire. Blythe, sua moglie è una storica dell'arte ed una pittrice, che lo aiuta nelle sue ricerche.

Carlo Fruttero (Torino, 19 settembre 1926) è uno scrittore italiano. Gran parte della sua produzione letteraria è legata al lungo sodalizio artistico e di amicizia con Franco Lucentini. Fruttero ha svolto per molti anni attività di traduttore prima di incontrare nel 1952 Franco Lucentini e costruire con questi un team di scrittura destinato ad un grande successo di critica e di vendite. Con la sigla Fruttero & Lucentini, i due scrittori hanno firmato collaborazioni giornalistiche, traduzioni e romanzi, soprattutto di genere poliziesco, molto amati dal pubblico. Sempre con Lucentini, si è occupato anche di fantascienza, dirigendo dal 1961 al 1986 la collana Urania (Mondadori).

 

E come ogni fine mese, ecco la tabellina dei libri letti in luglio.

 


















































































Nome


Cognome


Titolo


Editore




George


Saunders


Il declino delle guerre civili americane


Einaudi


9,50


Andrea


Camilleri


La vampa d’Agosto


Sellerio


11


Antonio Alberto


Semi


Il narcisismo


Il mulino


8,80


Roberto


Varese


La piccola dea


Fazi


9,50


Stephen


Hawking


La grande storia del tempo


Rizzoli


s.p.


Zadie


Smith


Denti bianchi


Mondadori


8,40


Orhan


Pamuk


Il castello bianco


Einaudi


s.p.


Alicia


Gimenez-Bartlett


Riti di morte


Sellerio


12


Alessandro


Scotti


Tempo


Neon!


10


Ryszard


Kapuscinski


Ebano


Feltrinelli


7,50